La scuola di quel tempo

Com’era la scuola quando la signora Maria stava tra i banchi?

In generale possiamo affermare che l’Italia degli anni Venti, quindi subito dopo la fine della Grande Guerra ( 1915-18), è un Paese essenzialmente agricolo, (infatti tutti, sia adulti sia bambini, erano impegnati nella ricostruzione e nel lavoro nei campi. La scuola viene, così, messa in secondo piano dalle famiglie, che hanno bisogno di braccia giovani).

Tuttavia, quando il Fascismo diviene a tutti gli effetti una realtà e comincia a interessare i diversi settori della vita, la scuola è uno dei primi luoghi ad essere coinvolto nella formazione civile e patriottica dell’individuo. L’introduzione della riforma Gentile (fine 1922/1923) prevedeva che gli alunni non fossero più visti solo come giovani monelli a cui era già tanto insegnare a leggere, a scrivere, alle buone maniere e ad inculcare loro un pizzico di sano nazionalismo, ma diventano, tanti potenziali soldatini, che un giorno saranno pronti a servire lo Stato nel processo di espansione coloniale del neo-nato Impero o, al fronte, in nuove possibili guerre.

Pertanto tutti vengono obbligati a seguire una certa linea educativa; sollecitati a iscriversi alle organizzazioni di tipo paramilitare, che impongono loro di avere particolari divise e nomi a seconda dell’età:

INQUADRAMENTO

ETA

Figli della lupa/figlie della lupa

ragazzi e ragazze dai 6 agli 8 anni (aggiunti in seguito all’ONB nel 1934)

Balilla

Balilla moschettieri

Piccole italiane

ragazzi dagli 8 ai 10 anni

ragazzi dagli 11 ai 13 anni

ragazze dagli 9 ai 13 anni

Avanguardisti

Giovani Italiane

Giovani Fascisti

ragazzi dai 14 ai 18 anni

ragazze dai 14 ai 18 anni.

Dopo i 18 anni

Gli insegnanti vengono da una parte costretti ad aderire al Fascismo, pena la perdita del lavoro; dall'altra  sono obbligati ad avvalersi di programmi ben precisi, stilati dal Regime, che devono essere seguiti pedissequamente e volti all’esaltazione del Duce (Benito Mussolini) e dell'Impero a cui il Fascismo sta dando vita.

Ecco le tante date durante l’anno scolastico che la scuola fascista doveva tenere bene a mente, che ogni scolaro e ciascun maestro dovevano adeguatamente celebrare:

Data

Evento

28 ottobre

Marcia su Roma (giorno di vacanza)

31 ottobre

Giornata del risparmio

1-2 novembre

Commemorazione dei defunti (vacanza)

4 novembre

Anniversario della Vittoria (vacanza)

9 novembre

Morte di Vittorio Emanuele II

11 novembre

Compleanno del Re (vacanza)

2 dicembre

Giornata della madre e del bambino

5 dicembre

Anniversario della rivolta di Balilla contro gli Austriaci a Genova

6 gennaio

Befana fascista (vacanza)

8 gennaio

Compleanno della Regina Elena (vacanza)

11 febbraio

Firma dei Patti Lateranensi

23 marzo

Fondazione dei Fasci di Combattimento (vacanza)

19 aprile

Giornata contro la tubercolosi

21 aprile

Natale di Roma e festa del lavoro (vacanza)

25 aprile

Anniversario della nascita di Guglielmo Marconi

5 maggio

Gli italiani entrano in Addis Abeba

7 maggio

Festa dell'Impero (vacanza)

24 maggio

Entrata in guerra dell’Italia nel 1915  (vacanza)

9 giugno

Festa dello Statuto

Si festeggia anche (per motivi religiosi) Capodanno;  San Giuseppe;  l'Ascensione;  il Corpus Domini;  San Pietro e Paolo;  l'Immacolata Concezione;  Natale;  La domenica.

(Info tratte anche da: Breve storia della Scuola Elementare nel comune di Campagna Lupia durante il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale a cura del prof. Francesco Zagolin)

LA RIFORMA DELLA SCUOLA FASCISTA DI GIOVANNI GENTILE

Prende il nome dal filosofo Giovanni Gentile, al quale fu affidato l’incarico di “disegnare” il nuovo assetto scolastico. Tra i punti chiave della Riforma Gentile ricordiamo:

1) L’estensione dell’obbligo scolastico fino al 14° anno di età: corso elementare + scuola media 5 anni 3 anni ( grado inferiore I,II,III superiore IV e V) Oppure corso elementare + avviamento professionale 5 anni 3 anni ( grado inferiore I,II,III e grado superiore IV e V)

2) L’insegnamento obbligatorio della religione cattolica;

3) L’istituzione di rigidi controlli per la inadempienza dell'obbligo scolastico;

4) Creazione dell’Istituto magistrale per la preparazione dei maestri elementari

Le tappe della riforma:

1923 furono istituite scuole elementari anche nelle frazioni più popolose; assorbite nel 1935 dall’ONB, esse furono chiamate scuole rurali per poi diventare nel 1939 scuole rurali di Stato e dal 1942 scuole elementari di Stato

I principi pedagogici :

a) attenzione alla tradizione cattolica;

b) attenzione alla creatività degli alunni, alle loro capacità espressive e artistiche, alla loro spontaneità.

Contenuti:

a) Riferimento alle vive fonti della cultura popolare, alla tradizione;

b) Evitare il nozionismo e richiamarsi ai grandi della letteratura e della cultura italiana;

c) Rivalutazione della cultura regionale.

Fu previsto un quadro orario delle attività.

La figura dell’insegnante:

L’opera educativa degli insegnanti si configurò quasi come una creazione personale in un processo di autoeducazione dei bambini.

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TESTI SCOLASTICI DEL TEMPO

Libro di lettura di epoca fascista, 1938

Libro di lettura, inizio anni 20

Pagella di una alunna di quinta elementare di Maserà, 1936

Pagina dell'atlantino geografico per le classi elementari, con le conquiste dell'impero 1936