1897 Casalserugo

Gennaio 1897

1 gennaio In sostituzione de “Il Popolo” si pubblica il nuovo giornale cattolico “L’Ancora”, anche con una edizione “della Domenica”.

21 gennaio In Italia , nel 1896, ci sono stati ben 103 duelli di cui 97 con sciabola, 3 con spada e 3 con pistola.

Febbraio 1897

1 febbraio La Bayer mette in commercio l’Aspirina (A-spir-ina).

13 febbraio A Bovolenta si è costituita una Società di Tiro a Segno.

Marzo 1897

2 marzo Casalserugo.Il dramma di Casalserugo. Vittima del Carnovale. Un dramma orribile ebbe a svolgersi, ieri mattina a Casalserugo. Ecco i particolari esatti: Ernesto Fecchio di Antonio, contadino, d’anni 19, nato a Candiana e residente a Casalserugo da 6 anni, giovanotto intelligente e lavoratore in stancabile, amoreggiava con la ragazza Pasqua Bellon di Ludovico, d’anni 19, una bella ragazza bionda, la quale è appassionata del ballo in modo speciale. Domenica u.s. la Bellon partecipò ad una festa di ballo, malgrado il divieto dell’amante, e iermattina, verso le 10, essi si trovarono assieme a lavorare. Ad un dato momento, a quanto pare, il Fecchio avrebbe chiesto alla ragazza il motivo per cui era andata al ballo, malgrado il divieto. La bionda fanciulla avrebbe risposto risentita:”o così, o finiamola; ognuno pensi ai casi propri”. Queste parole fecero salire, si capisce, il sangue alla testa al Fecchio, che brandita la zappa da lavoro, menava sul capo della disgraziata alcuni colpi fortissimi, in modo da farla cadere a terra, immersa nel proprio sangue. La vista della fanciulla morente, finì per sconvolgere il cervello all’amante assassino, il quale corse a casa e si esplose un colpo di fucile in direzione del ventre, ferendosi alla regione epigastrica nella linea mammellare sinistra, in corrispondenza della dodicesima costola; ferite che lo condussero a morte. Infatti egli spirava verso le 15. Come è facile immaginare il fatto produsse enorme indescrivibile impressione. Con la diffusione della notizia molta gente recossi sul luogo e subito le cure del caso furono apprestate alla ragazza che si spera di salvare.
Con la posta, stamane, il nostro solerte corrispondente da Casalserugo ci scrive: Confermandovi i particolari inviatevi ieri sera, aggiungo che dal feri mento della ragazza al suicidio vi fu una distanza d’oltre mezz’ora, avendo dovuto il Fecchio cercare le cariche pel fucile che non trovò lì pronte. E’ confermato che la causa del dramma fu la gelosia in seguito alla partecipazione della ragazza alla festa di ballo. Dicesi che la Bellon non amasse troppo il Fecchio, e che alterchi, anche seri, tra di loro, ne fossero avvenuti pure in passato.

2 marzo Casalserugo.Cucina economica. Fino dal 23 dicembre, in favore degli abitanti della parrocchia di Casalserugo e della vicina di Ronchi di Casale, funziona a quel centro, con felice esito, la nuova cucina economica, quotidiana almeno per il tempo invernale. Essa viene regolata da un Comitato di sette consulenti, quali sono i signori Montini Giovanni, Piovan Ferdinando, Sartori Ceciliano, Scarciofolo Luigi (mio bisnonno), Verza Ferdinando, Tagliaro Marco, Zampieri D. Modesto; fra questi è nominato presidente il sindaco Montini, cassiere il parroco Zampieri, e cancelliere il segretario comunale Sartori, e viene sorvegliata da quattordici incaricati, due al giorno per turno. Mediante la carità dei benefattori, gli aventi possessioni in loco, a cui fu spedita circolare di supplica (vedi fac-simile), vengono somministrati quotidianamente più di 40 razioni di minestra affatto gratuite ai poveri, mendicanti e non mendicanti, i quali, dietro avviso avuto in chiesa, ne facciano domanda alla Cancelleria e vengano riconosciuti bisognosi dal Comitato.

Il Comitato si raduna all’uopo due volte al mese almeno, ed, esaminate ed approvate le richieste, fa staccare dal bolletario per ciascuno dei riconosciuti bisognosi, dove vengono segnati i giorni in cui gli viene dato il diritto di ricevere dalla Cucina le razioni gratuite di minestra. I sorveglianti poi ogni giorno ne eliminano una data e ritornano per l’indomane la bolletta all’esibitore indigente. Gli oblatori, fino alla presente
giornata, sono 33 e la somma offerta ascende a L. 614, e se ne sperano delle altre onde mandare più a lungo che sia possibile la somministrazione delle minestre gratuite, e poterci vanzare qualche fondo per l’anno venturo. Oltre che somministrare le minestre affatto gratuite alla classe meno abbiente, questa Cucina economica viene in aiuto anche agli operai ed a chiunque le si presenta, col somministrare ai richiedenti, a mite pagamento di cent. 10, eguale minestra, nonchè razioni di companatico sodo, comunemente nei giorni di grasso codicino e nei giorni di magro baccalà. Questa forse
è la prima Cucina economica, in paesi di campagna, che, oltre la minestra, somministra razioni di carne, con molto vantaggio della classe degli assolutamente poveri, giacchè nell’atto stesso in cui si reca un notevole risparmio a quelli del paese che approfittano di razioni di carne, riesce per primo il brodo più saporito, e poi coi risparmi di spesa nei condimenti si può estendere il soccorso a maggior numero di indigenti. In media questa Cucina economica somministra al giorno 85 minestre, metà gratuite e metà a pagamento, e 20 razioni di companatico sodo. Tutto il personale di direzione e di sorveglianza prestasi gratuitamente, ed il solo cuoco sta a carico della Cassa, a mite stipendio. Il funzionamento però, economicamente regolato come è, diverrebbe perfetto colla nomina, fra i membri del Comitato, di un economo o sovrastante alla cucina, responsabile al Comitato stesso, per le ordinazioni giornaliere e per il ragguaglio del consumo colla spesa. Del resto, come nuova istituzione, presenta i maggiori possibili caratteri della semplicità, dell’ordine spiega poi la vera carità cristiana senza confine, giacchè ammessa la massima che per avere le razioni gratuite fa di mestieri che il bisognoso ne presenti verbale domanda, niun misero può in questa maniera restare dimenticato; chi poi non è misero, con mite pagamento provvede, se vuole, a sè e famiglia. Il paese tutto ne applaude l’utile istituzione.

6 marzo Casalserugo. Il 1° marzo, ore 11, certo Fecchio venne a diverbio sul proprio campo colla sua fidanzata della vicina parrocchia di Ronchi, per aver essa il giorno innanzi accettato il ballo con altri, ed, infuriato, le inferse due forti colpi di zappa sul capo, e credutala morta, corse a casa, e nella propria stanza da letto, si esplose nel ventre un colpo di fucile; sopravisse 3 ore, ed in quel fra tempo accorso il sacerdote gli diede i possibili conforti religiosi. Voi o signori della piattaforma, venduta già ad altro paese per il poco esito in luogo, lamentatevi ancora col parroco se tanto si oppone al ballo causa dei maggiori disordini. N.B. La relazione giunse in ritardo per uno svio postale.

13 marzo Chi xe che paga le tasse? Quando se sente a parlare de quà e de là de feste e de parade, de noze e de bancheti, de musiche e de foghi, de guere, de fusili, de canoni e del diavolo pezo, xe ne la boca de tanti el solito ritornelo: “E Pantalon paga”. A chi se alude col nome de Pantalon? Al popolo: a quel popolo che ghe toca lavorare tuto el santo giorno per guadagnarse apena de vivare. Epure, vogia e no vogia, el xe lu che paga tuto. Ma come xe possibile, dirà qualchedun, se ‘l xe tanto miserabile? In do parole ve lo digo. Savì che ghe xe el Parlamento, dove gavarì sentio dire che qualche volta i segà bastonà; savì che ghe xe el Consiglio Comunale, dove quasi sempre i discore de spetacoli e de spese inutili; e savì pure che ghe xe el Consiglio Provinciale dove i discute poco...molto poco. Epure sto Parlamento, sto Consiglio Comunale e sto Consiglio Provinciale, su na parola, i poteri publici, xe quei che fa tuto....e prima de tuto i mete le tasse. Ste tasse, se in aparenza no i le paga tute i operai e i contadini, pure, in sostanza, i xe proprio lori che le paga. Xe vero che no i le sborsa diretamente, ma i ghe le porta tuti i giorni istesso coi va comprare la polenta, el pan, el sale e tuto quel che ghe ocore.La roba saria più bon marcà se no ghe fusse quel sproposito de dazi comunali e governativi che fa pagar vinti quelo che val diese. I siori che comanda fa cussì, par pelar la gaza senza che la siga: e difati tanti no se n’acorze gnanca d’esser tartassai a più no posso. Ghe ze po’ el resto..........Tute le richezze no xe altro che lavoro non pagà. Son deventà socialista quando me son persuaso de questo, anca parchè go visto che’l solo rimedio a tute le miserie e le ingiustizie che ghe xe ancuo xe quelo che propone i socialisti: abolizion de la proprietà privata dei mezzi de lavoro e de scambio (tere, machine, opifici, ferovie ecc.) per sostituirla co la proprietà coletiva............co lo scopo primo che tuti par vivare deva lavorare de un lavoro uman e non bestiale come adesso, e che nessuno deva ingrassarse a le spale dei altri. Pantalon.

22 marzo Casalserugo. Elezioni politiche generali. Iscritti al voto 136, astenuti (clericali) 69, votanti 67, voti 59 a Luzzatti, ministro del Tesoro, 7 schede bianche, nulle 1

28 marzo Elezioni politiche generali, iscritti 2.458.388 pari al 7,5% della popolazione di 32.650.000, votanti 1.241.486, difficile tenuta dell’area di governo, avanza l’estrema sinistra, rilevata minore astensione clericali in generale.

Aprile 1897

23 aprile Attentato contro il Re. Oggi alle 2.30, mentre il Re col primo aiutante di campo generale Ponzio Vaglia, si recava alle corse alle Capan nelle, un individuo fuori di Porta San Giovanni, a due chilometri da Roma, si avvicinò rapidamente alla vettura reale e vibrò un colpo di pugnale contro il Re, colpo che andò fortunatamente fallito, perchè il Re si scansò con ammirabile sangue freddo, alzandosi in piedi sul la vettura. Il Re proseguì pel campo delle corse. Il colpevole fu subito arrestato da due carabinieri e dall’ispettore di P.S. Galeazzi.

Maggio 1897

Giugno 1897

5 giugno Foro Boario e Mercati. Si discute se farlo vicino alla Stazione o al Prato della valle. Per la Festa del Santo. La Presidenza del Santo ha notificato alla Prefettura che il giorno del Santo intende organizzare la grande processione percorrendo Piazza del Santo, Via Soccorso, S.Francesco e Selciato. Nulla osta accordato.

11 giugno Per la festa del Santo, grande esposizione di capi di bestiame, si parla di 200 capi.

12 giugno Se il tempo continua al buono avremo una fiera coi fiocchi. Treni speciali per forestieri, Casotti , Spettacoli ed altro.

14 giugno Grande giornata quella di ieri! Il tempo splendido sempre, ha favorito magnificamente l’afflusso dei forestieri. La processione. Vi partecipa la banda Unione. Nessun incidente. Facevano servizio lungo le vie guardie e carabinieri in grande uniforme. Esposizioni. Ai Servi otto vetrine splendide del sig. Zuckermann. La temperatura si mantenne sopportabile fino a mezzogiorno, poi il sole cominciò a scottare seriamente, e l’afa e la polvere non consigliavano certo il movimento.

19 giugno A Venezia, oltre la Festa del Redentore, si apre la seconda Biennale d’Arte.

20 giugno Grande celebrazione del centenario di S.Gregorio Barbarigo, cerimonie in Duomo e in tutta la provincia.

30 giugno La Casa di Ricovero di Padova è arrivata ad ospitare 57 persone.

Luglio 1897

12 luglio Le corse in Prato. Le bighe. La chiamano “il palio classico”; certo, rimanre la corsa dei padovani, i quali, come abbiamo veduto, po tranno rimanere indifferenti alle gare di un “Internazionale”, ma trovano di non poter rinunciare alle Bighe. La passione, in materia, è resistente; il rispetto alla tradizioneè completo. *** Bisogna vede, alle 6 pom., come i cittadini calavano in Prato, a frotte, intercalando
nel discorso i nomi dei bigaroli più noti e lanciando, sulle corse, previsioni e commenti...Dei palchi, uno soltanto disponibile.....quello riservato agli impiegati municipali. Si è voluto, cioè, stabilire un palco pei travet ed un altro pei signori capiservizio, forse allo scopo di risparmiare a quest’ultimi la enorme noia del contatto con persone forse afflitte da un solo peccato d’origine: quello di dover risquotere uno stipendio minore. Malinconie, si capisce. Ma il palco, diremo, dedicato alla....marmaglia municipale è rimasto vuoto. Constatarlo fa piacere: poichè dimostra che pure la marmaglia sente l’amor proprio.*** Il primo colpo di mortaretto echeggia alle 6.25. Dieci minuti dopo scappano dai casselloni per la prima batteria. Vittoria della biga di Galimberti. Seconda batteria...

25 luglio La tassa sulle biciclette. Dal 1° gennaio 1898 una tassa annuale sui velocipedi.

29 luglio Casalserugo. In questi giorni temporali furiosi hanno portato panico e rovine in moltissimi luoghi. Anche qui a Casalserugo l’altra notte cadde un fulmine nella contrada Sperona ed incendiò un casolare. Si potè circoscrivere il fuoco affinchè non avesse anco ad incendiare l’altro casolare in prossimità al primo. L’incendio arse gran quantità di fieno, macchine agricole, attrezzi rurali recando un danno complessivo di circa L. 3000. Il danneggiato Scarciofolo è assicurato.

29 luglio Casalserugo. Fulmini incendiari. Iersera alle ore 11 circa, mentre imperversava il temporale un fulmine cadde su di un casolare di certo Scarciofolo Pietro detto Miro (cugino di mio bisnonno), posto nella contrada Sperona di questo Comune. Scrosciava la pioggia, ciò malgrado, avvertiti dal suono delle campane a storno e dal bagliore delle fiamme, accorsero in gran numero gli abitanti del Comune. Furono sul luogo subito anche il Sindaco Montini, l’assessore Piovan, il segretario Sartori, il cursore e gli stradini comunali. Si dispose tosto per isolare l’incendio affinchè non si comunicasse alla casa vicina abitata dalla famiglia Scarciofolo (casa madre dei Miro, col trisnonno Antonio e il bisnonno Luigi), e ad alcuni pagliai prossimi. La direzione del vento contribuì a raggiungere l’intento. Il casolare conteneva molto fieno, diversi attrezzi rurali, macchine agricole, vari bottami e tutto fu distrutto dal fuoco. Il danno ascende a circa L. 3000. Fortunatamente Scaciofolo era assicurato colla Compagnia “Le Generali di Venezia”.

Agosto 1897

4 agosto  Casalserugo. Nella domenica p.p. primo agosto ebbe luogo in questa parrocchia splendida festa in onore di S.Luigi Gonzaga. I figli devoti di S.Luigi avevano di già compito, il 25 luglio, le sei domeniche ad esso dedicate, avendo dato principio immediatamente dopo la domenica della SS.Trinità, giorno della prima Comunione di 17 fanciulli. I giovani d’ambo i sessi furono più che cento che s’accostarono tutte le feste ai SS. Sacramenti per lucrare le indulgenze, preceduti non pochi dall’esempio dei loro genitori e d’altri famigliari.; ma dalla devota parrocchia si volle onorare S.Luigi con altra festa speciale nella domenica susseguente, ed ecco fra la settimana p.p. disporsi ai Sacramenti ben altri cento giovani circa, e quasi cento d’altra età. Alla messa prima ebbe luogo la Comunione generale, la seconda Messa fu solenne e cantata. Alla sera poi, dopo la Dottrina ed il Vespero venne istituita solenne processione colla sacra immagine nuova di S.Luigi. Era bello e consolante il vedere diciotto giovani baldi, la maggior parte sui vent’anni, tutti confessati e comunicati, ornati di una bianca stola, simbolo della grazia santificante che gli accompagnava, prestarsi a gara nel portare
alternativamente la devota immagine. Giunti in chiesa, il parroco, lieto e soddisfatto, intuonò il Te Deum di ringraziamento e benedì il diletto suo popolo dopo di averlo eccitato a crescere nella divozione al gran modello della gioventù S.Luigi ed a rendere ognor più festosa ed edificante la ricorrenza di tanta solennità.

-In seguito al cattivo raccolto e alle ridotte importazioni, cresce notevolmente il prezzo del pane, per cui viene, da più parti, richiesta l’abolizione del dazio sul grano e le farine.

Settembre 1897

21 settembre XX settembre, 27° anniversario della liberazione di Roma, le commemorazioni in tutta Italia. Pellegrinaggio al Pantheon, a Porta Pia, alla tomba di Vittorio Emanuele e al Campidoglio.

Ottobre 1897

17 ottobre Gli studenti universitari di Padova istituiscono la festa dell’8 febbraio, per il 50° anniversario dei moti del 1948

Novembre 1897

20 novembre Le elezioni parziali amministrative, con molta probabilità, avranno luogo maggio-giugno 1898.

Dicembre 1897

26 dicembre Dalla vigilia di Natale a S.Stefano. Una gloria di sole e d’azzurro, anzitutto; una mitezza relativa di temperatura che Domineddio volle regalarci come strenna, un trionfo di contentezza e di gaudio per tutti. Il Natale sembrava ieri quasi una Pasqua di Rose. Padova è una delle poche città in cui la tradizione natalizia venga ancora scrupolosamente seguita in tutte le classi della cittadinanza. Ieri, la processione della folla costituiva uno spettacolo bellissimo. La ressa nelle offellerie e drogherie è continuata fino a tarda ora. In tutti i nostri Istituti di beneficenza venne solennizzato il
Natale con vitto abbondante e vino generoso.

Fonti: L’Ancora, L’Eco dei Lavoratori, Il Veneto. Ripr.: Fac-simile della circolare del Comitato della Cucina ecomica.